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Lo Smart Working può essere produttivo quanto lavorare in sede (e anche di più)

Che lo Smart-Working sia per le imprese un buon «vaccino» contro il coronavirus in questi giorni lo dicono tutti. Citando un articolo comparso oggi su 24+ (fonte Il Sole 24 Ore) lo Smart-Working è la ciambella di salvataggio di tante piccole aziende per evitare la chiusura e il crollo degli affari, è lo scudo per non perdere la produttività.
Che uno Smart-Working ben gestito possa essere persino più produttivo del lavoro tradizionale lo affermano fonti autorevoli ormai da anni e basandosi non su teorie sociologiche ma sul confronto tra casi reali di aziende che hanno messo in pratica lo Smart-Working e aziende che sono rimaste legate alla formula «tempo produttivo = tempo trascorso in ufficio».

Ambiti e confini del coaching

Il coaching non è, in senso stretto, una relazione di aiuto, ma una partnership. Perché una partnership? Perché il rapporto tra coach e cliente non è un rapporto consulenziale (tra un esperto che sa e un cliente che non sa), non è un rapporto terapeutico (tra uno che effettua la diagnosi e somministra la cura e un cliente che la accetta).